salerno costa d'amalfi airport

L’aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi (identificato dal codice IATA QSR) rappresenta una delle più importanti e strategiche realtà infrastrutturali del Mezzogiorno d’Italia. Situato a cavallo tra i comuni di Pontecagnano Faiano e Bellizzi, lo scalo ha vissuto per decenni una dimensione prevalentemente locale e di aviazione generale. Oggi, grazie a un imponente piano di investimenti e alla gestione unificata con lo scalo di Napoli, l’aeroporto è decollato verso una nuova era, trasformandosi nella seconda grande porta d’accesso aerea della Campania e nel motore di sviluppo turistico per la Costiera Amalfitana, il Cilento e il Golfo di Salerno.

Le origini storiche: da campo d’aviazione militare a scalo civile

Le radici aeronautiche dell’area di Pontecagnano risalgono al 1926, quando il campo di volo venne strutturato come base logistica e di addestramento per la Regia Aeronautica. Durante la seconda guerra mondiale, l’infrastruttura ricoprì un ruolo geostrategico cruciale: nel settembre del 1943, durante lo storico sbarco alleato a Salerno (Operazione Avalanche), la pista fu un obiettivo prioritario e divenne immediatamente un centro operativo fondamentale per le forze aeronautiche anglo-americane.

Nel dopoguerra, lo scalo mantenne una forte impronta istituzionale, ospitando la sezione aerea dei Vigili del Fuoco, il Nucleo Elicotteri dei Carabinieri e un attivo Centro di Aviazione Generale con un rinomato Aero Club locale. I primi tentativi di apertura al traffico commerciale di linea si registrarono tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, con l’inaugurazione di saltuari voli charter e collegamenti nazionali. Tuttavia, la lunghezza ridotta della pista originaria (all’epoca inferiore ai 1.600 metri) impediva l’operatività in sicurezza dei moderni jet commerciali delle grandi compagnie, limitando fortemente lo sviluppo della struttura.

La svolta industriale: l’integrazione con GESAC e l’allungamento della pista

La vera e propria metamorfosi industriale del Costa d’Amalfi si è concretizzata grazie a una lungimirante strategia istituzionale volta alla creazione di un sistema aeroportuale integrato campano. La svolta si è compiuta con l’affidamento della gestione dello scalo salernitano alla GESAC, la società che gestisce l’aeroporto di Napoli-Capodichino. Questa sinergia ha permesso di sbloccare i finanziamenti necessari per l’attuazione di un imponente Masterplan di ampliamento e adeguamento tecnologico.

Il cuore pulsante del progetto ha riguardato il totale rifacimento e il prolungamento della pista di volo, portata a 2.000 metri di lunghezza (con l’obiettivo di un ulteriore sviluppo futuro a 2.200 metri) e dotata di sistemi radioelettrici di ultima generazione. Questo potenziamento infrastrutturale ha permesso l’atterraggio degli aeromobili commerciali a medio raggio più diffusi in Europa, come gli Airbus A320 e i Boeing 737. Lo scalo ha così riaperto ufficialmente le porte ai voli commerciali di linea nel luglio del 2024, accogliendo vettori internazionali del calibro di Ryanair, easyJet e Volotea, che hanno immediatamente attivato rotte dirette con le principali capitali europee e mete nazionali.

Il nuovo terminal bioclimatico e l’accessibilità intermodale

Parallelamente alle infrastrutture di volo, il piano di sviluppo della GESAC prevede la realizzazione di un nuovo e avveniristico terminal passeggeri, progettato da prestigiosi studi di architettura internazionali. La struttura si distinguerà per un design modulare altamente sostenibile, caratterizzato da ampie vetrate per sfruttare la luce naturale, l’utilizzo di materiali locali e una copertura dotata di pannelli fotovoltaici. L’aerostazione è stata concepita per gestire flussi turistici in costante crescita, con l’obiettivo di accogliere a regime circa 6 milioni di passeggeri annui, ottimizzando i tempi di imbarco e offrendo aree commerciali dedicate alle eccellenze enogastronomiche del territorio.

L’accessibilità di superficie rappresenta un fattore chiave per il successo del Costa d’Amalfi. Lo scalo beneficia della vicinanza immediata con la strada statale 18 Tirrena Inferiore, l’autostrada A2 del Mediterraneo e la Tangenziale di Salerno. Il vero salto di qualità in termini di mobilità sostenibile è legato al progetto di prolungamento della metropolitana di Salerno fino all’aeroporto e al potenziamento della rete ferroviaria regionale. Questo collegamento su rotaia permetterà ai viaggiatori di scendere dall’aereo e raggiungere direttamente la stazione di Salerno (snodo dell’Alta Velocità) e i moli di imbarco dei traghetti per Amalfi e Positano in pochissimi minuti, azzerando la necessità di mezzi privati.

Sostenibilità ambientale e benefici per l’economia meridionale

L’orizzonte strategico dell’aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi è interamente focalizzato sulla transizione ecologica e sul decongestionamento dello scalo di Napoli-Capodichino. La gestione coordinata dei due aeroporti permette di distribuire i flussi di traffico in modo armonico sul territorio regionale, tutelando l’ambiente e valorizzando le aree interne. Dal punto di vista ecologico, il Masterplan persegue rigorosi standard di eco-sostenibilità, che includono l’autoproduzione energetica da fonti rinnovabili, il riciclo totale delle acque piovane e la progressiva elettrificazione di tutti i mezzi di rampa operanti sulla pista.

L’impatto economico dello scalo sul territorio è imponente: l’apertura ai voli internazionali funge da volano per il turismo e il commercio dell’intera Campania meridionale, della Basilicata e dell’alta Calabria. Il Costa d’Amalfi facilita l’accesso diretto non solo alle perle della Divina Costiera, ma anche al patrimonio archeologico di Paestum e Velia, e alle bellezze naturalistiche del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Grazie a questa attenta visione intermodale, sicura e fortemente radicata sul territorio, lo scalo di Salerno si conferma un’infrastruttura d’avanguardia, pronta a guidare i cieli del Sud Italia verso le sfide del futuro.

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